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venerdì 30 maggio 2025

Giornata internazionale della tartaruga

Il 26 maggio, la maestra ha portato la sua tartaruga di nome Tiger. A ricreazione l'abbiamo portata in pineta a farle fare una passeggiata. Dopo abbiamo scoperto tante curiosità su questo rettile.

Tiger ha sei anni ed è un bel maschietto!

La maestra l'ha portato in una scatola di plastica, con dentro della terra, dell'insalata e qualche petalo di rosa.

Abbiamo imparato che la tartaruga ha un guscio che si chiama carapace.

Pensavamo che le tartarughe camminassero più lentamente! Tiger, quando cammina, sembra che fa stretching perché allunga moltissimo le sue zampine posteriori!

Appena abbiamo visto Tiger siamo stati super contenti.

Tommaso l'ha presa sulla mano e, per un pelo, non gli ha fatto la popò sul mignolo!!!

P.S.

Quando siamo andati a scrivere questo post al computer non eravamo soli: con noi c'era Antonio, un bambino che speriamo sia con noi il prossimo anno!





lunedì 10 marzo 2025

Ciao, sono Saltapicchio Strizzabudella

Questo post è frutto di un dettato collaborativo, una modalità che utilizziamo in classe per realizzare brevi racconti. Ognuno di noi scrive una frase a partire dall'incipit fornitoci dalla maestra.

Un mese fa abbiamo terminato la lettura di “Saltapicchio Strizzabudella – Un fantasma per amico”*. 

La maestra ci ha proposto di realizzare il protagonista. Abbiamo accettato! I genitori ci hanno fornito tutto il materiale per poterlo fare.

Erano davvero tantissime cose: un gomitolo di lana bianca, una federa verde, due torce, un asciugamano verde, due smalti (uno verde, uno rosso), uno scotch biadesivo, due calzini bianchi, un cuscino, una tenda velata, un paio di guanti grigi, lo spago e il fil di ferro!

Ce l'abbiamo messa tutta e giorno dopo giorno... è stato finalmente completato! La maestra ha preso il Saltapicchio e ci ha fatto degli scherzetti! 

La classe era tutta buia, le serrande abbassate e le luci spente e ta ta ta taaaa... si sentiva bussare alla porta... ci eravamo tutti nascosti sotto ai banchi. All'improvviso abbiamo visto le luci degli occhi lampeggiare: che paura, che spavento!!! Il Saltapicchio era entrato e gironzolava tra i banchi. Volava sopra le nostre teste!

Alla fine, la maestra ha acceso le luci, abbiamo alzato le serrande e tutti ci siamo messi a ridere: è stata proprio un'esperienza fantastica e indimenticabile!   

Una curiosità: Tommy, il protagonista del racconto, decide di costruire il Saltapicchio per spaventare sua sorella Mizzi che è invece molto più coraggiosa. Non ha paura del buio come, invece, Tommy.
Lui, quando è arrabbiato, al posto di dire parolacce ha inventato una frase buffa! 
Ripete tante volte Saltapicchioscoreggiolostrizzabudelladicacca e... si calma!

*info sul libro qui

lunedì 10 febbraio 2025

Evviva la Punteggiatura... 2!

Ecco, come anticipato, le immagini riguardanti il progetto descritto nel post precedente. Le brevi didascalie hanno lo scopo di dare qualche informazione in più. Le immagini sono tante, seppur selezionate, ma vale la pena guardarle tutte! :-)

GiuliaChloe Livia ovvero: due punti, punto esclamativo e... punto!


Il punto esclamativo nell'interpretazione di Mariagrazia e Rebecca

Chloe mentre scrive il balloon per il punto esclamativo


Le virgolette "alte" di Laura e «basse» di Emma

Sebastian, Daniel, Massimo, Tommaso e Matteo con i loro segni di punteggiatura


Il punto "parlante" di... Ginevra

I puntini super spiritosi di... Diletta


Sofia ha dedicato una rima al punto esclamativo

Punto e due punti, rispettivamente, di Livia Giulia

Tommaso perfeziona il disegno del suo punto esclamativo


Massimo rappa la sua rima alla maestra


Anche per Barbara una virgola che parla

Punto e virgola e... virgola di Matteo e Andrea

Alcuni segni di interpunzione in fila: quelli di Diletta, Andrea, Emma, Ginevra e Sofia

Sebastian alle prese con il progetto del "suo" punto interrogativo

Evviva la Punteggiatura!

Quest'anno abbiamo iniziato la produzione scritta. Per affrontarla in modo adeguato, però, è necessario avere competenze anche nell'ambito dell'interpunzione finora utilizzata in modo intuitivo, anche se spesso abbastanza coerente.

Il progetto è iniziato con una presentazione ludico-didattica alla lim, proseguito cantando un brano rap e leggendo un testo, infine è stato concluso con un lavoro "pratico". Tra punto, virgola, due punti, virgolettepunto interrogativo e... tutti gli altri, infatti, i bambini e le bambine hanno terminato il percorso realizzando il "proprio" segno di interpunzione. Ognuno ha scelto quello su cui concentrarsi per disegnarlo su un cartoncino colorato e "animarlo" con un balloon. Qualcuno ha persino creato divertenti rime! 

Seguirà un post con una selezione di istantanee sulla realizzazione dei loro capolavori che stiamo valutando se esporre in classe o nell'androne della Primaria...

Dopo questa necessaria spiegazione, lascio la tastiera ai protagonisti per riportare competenze acquisite ed emozioni. Per farlo siamo andati nell'aula di informatica a scrivere e i bambini e le bambine sono stati tutti Super TOP!

Matteo
Il punto serve a fermare le frasi. Il mio segno preferito è il punto e virgola. Quello che mi piace di meno sono le virgolette, alte e basse.

Massimo
Il punto interrogativo serve a porre domande e chiedere cose. Ad esempio: Come ti chiami?

Laura
La punteggiatura serve per fare una bella scrittura. Ad esempio, il punto si utilizza per fermare una frase. Il segno che mi piace di più è il punto esclamativo, perché può significare tante emozioni.

Emma
La punteggiatura serve a dare senso alle frasi. Per esempio: La mamma cucina, apparecchia e lava. Avete visto? C'è la virgola, una pausa corta, e alla fine c'è il punto, una pausa lunga.

Sebastian
Il punto interrogativo è qui per far domande. Ad esempio: Quando saliamo su, tra tre ore?

Livia
Il punto è necessario per concludere una frase e fare una pausa lunga, ma non troppo, quando leggo.

Mariagrazia
La punteggiatura è importante perché serve per leggere fluido e comprendere. Ad esempio: Lo gnomo Gianni festeggia, gioca e si diverte!

Andrea
Il punto esclamativo serve per fare un'esclamazione. Per esempio: Mamma dice: "Che bello!"

Barbara
La punteggiatura è importante perché serve a esprimere delle emozioni. Il mio segno di punteggiatura preferito è il punto esclamativo perché mi piace esclamare le cose. Ad esempio: Che bello, oggi vado al parco!

Ginevra
I segni della punteggiatura sono !, ., ,, ?, ..., :, ;. << >>, " "  e ognuno ha una funzione diversa. Ad esempio, il . serve per finire una frase, ma c'è anche il ! che utilizzo per dare entusiasmo alle parole.

Chiara
Il punto serve quando finisce una frase. Ad esempio: Angelica scrive sul foglio bianco.

Diletta
A me piace molto il punto esclamativo perché fa sempre un'esclamazione! Non mi piace, invece, il punto interrogativo, perché dobbiamo sempre fare le domande!

Tommaso
Il punto esclamativo è molto importante per esprimere emozioni alle persone. Ad esempio: Che bello, oggi vado a calcio!

Giulia
I segni della punteggiatura sono:  !, ., ,, ?, ..., :, ;. << >>, " " . Il mio preferito, però, è il ! perché mette emozioni nelle frasi. Ad esempio: Mamma, papà, andrò cinque giorni fuori con le mie amiche di ginnastica artistica!

Daniel
Ciao, sono il punto esclamativo! Servo per fare le esclamazioni e dare emozioni alle frasi. Ad esempio: Mamma, oggi c'è una festa!

Sofia
I segni della punteggiatura sono: !, ., ,, ?, ..., :, ;. << >>, " ". Il mio preferito è il ! perché fa cambiare espressione!

Chloe
A me piace il punto esclamativo perché si usa nelle esclamazioni. Si usa per la: paura, gioia e sorpresa. E' un segno di punteggiatura molto divertente, che fa ridere la tua mente!

Rebecca
Il punto interrogativo è utile per fare una domanda, come: Vuoi giocare con me?

Alessia
Il punto esclamativo serve per esclamare. Ad esempio: Oggi ho preso ottimo alla verifica!


sabato 1 febbraio 2025

La didattica del "fare"

Chi mi conosce sa che non amo molto la lezione frontale. Sono d'accordo nel reputarla un modus operandi abbastanza efficace e da non archiviare, ma se affiancato da "altre" didattiche. Con miei bambini e le mie bambine abbiamo sperimentato la didattica a stazioni, le presentazioni, il circle time, il gaming (con escape roomWordwall in cima alle nostre preferenze). 
Poi, nell'apprendimento, vince sempre l'esperienza, la scuola del "fare". Ovvero, il learning by doing.

Ieri in classe abbiamo costruito un metro assemblando dieci striscioline da un decimetro. È stato un attimo capire il concetto di "equivalenza", "trasformando" i metri in decimetri, centimetri e millimetri!
Certo, non è facile. Vanno preparate lezioni che esulano dai metodi cartacei e già strutturati, stando ore e ore extra curriculari davanti allo schermo del computer... 
Il loro entusiasmo, però, ripaga ogni fatica. 🥰
Quando qualcuno dice: "Questo lo so fare anch'io", vuol dire che lo sa rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima. (Bruno Munari)

Giornata internazionale della tartaruga